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Asta Bolaffi 76: analisi dei risultati e del mercato filatelico

16-10-2026 12:13

Giovanni

Generale,

Asta Bolaffi 76: analisi dei risultati e del mercato filatelico

L’analisi di Viae Postae sull’asta Bolaffi 76: 1.104 lotti venduti, 1,6 milioni di euro di aggiudicazioni, percentuali per categoria e realizzi eccezionali.

Asta Bolaffi 76: oltre 1,6 milioni di euro di aggiudicazioni. Cosa ci raccontano i numeri del mercato filatelico?

L’analisi di Viae Postae sull’asta dell’8 e 9 ottobre 2026: 1.676 lotti effettivi, un venduto del 65,87% e aggiudicazioni per oltre 1,6 milioni di euro. Dai grandi documenti di storia postale ai rialzi più sorprendenti, ecco cosa emerge dai risultati.

 

Quando un’asta filatelica attira l’attenzione per alcuni realizzi eccezionali, la domanda più interessante non è soltanto quanto abbia raggiunto il singolo pezzo. È capire che cosa quei risultati raccontino del mercato, quali categorie abbiano trovato maggiore domanda e quanto gli acquirenti siano stati disposti a offrire rispetto alle basi di partenza.

È da questa prospettiva che Viae Postae ha esaminato l’asta Bolaffi 76 dell’8 e 9 ottobre 2026, ricostruendo gli esiti lotto per lotto e incrociando catalogo e risultati ufficiali.

Il quadro che emerge è significativo: oltre 1.100 lotti venduti, aggiudicazioni complessive superiori a 1,6 milioni di euro e differenze marcate tra le principali macro-categorie. Accanto ai risultati più importanti in valore assoluto, alcuni documenti hanno registrato rialzi eccezionali rispetto alla base.

L’obiettivo di questa analisi non è stilare una semplice classifica, ma offrire ai collezionisti uno strumento per leggere i risultati con maggiore consapevolezza.

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Il quadro generale: 1.104 lotti venduti

 

La percentuale di venduto è calcolata sul totale dei lotti effettivi, inclusi i ritirati.

Il dato restituisce quindi una misura complessiva dell’assorbimento dell’offerta.

Il 65,87% significa che circa due lotti su tre hanno trovato un acquirente. È un indicatore importante, ma non basta da solo a definire il successo di un’asta: la percentuale di venduto misura quanti lotti sono stati collocati, mentre il rapporto tra basi e aggiudicazioni aiuta a capire a quali livelli economici si è mosso il mercato.

Il dato economico: aggiudicazioni molto superiori alle basi dei venduti

I lotti aggiudicati avevano basi complessive per € 720.655 e hanno generato prezzi di martello per € 1.618.658.

Il rapporto tra questi valori corrisponde a un rialzo ponderato del 124,61% rispetto alle basi dei lotti venduti.

In termini pratici, ogni 100 euro di base riferiti ai lotti aggiudicati hanno prodotto circa 224,61 euro di aggiudicazione.

È importante precisare che non si tratta del rialzo medio del singolo lotto: l’indicatore è ponderato sul valore economico delle basi e risente quindi maggiormente dei lotti di importo elevato. Non significa neppure che ogni pezzo abbia registrato un incremento simile.

I valori riportati sono prezzi di aggiudicazione, al netto delle commissioni e dei diritti a carico dell’acquirente. Il costo finale per chi si è aggiudicato un lotto è quindi superiore al prezzo di martello.

Questa distinzione è essenziale quando si vuole confrontare il risultato d’asta con le valutazioni di mercato: il prezzo di aggiudicazione misura l’esito della competizione, mentre il costo finale rappresenta l’esborso effettivo del collezionista. 

 

Per dare anche una misura indicativa del controvalore complessivo degli acquisti, possiamo applicare convenzionalmente una commissione uniforme del 22,5% ai realizzi al martello. Su 1.618.658 euro di aggiudicazioni, le commissioni così stimate ammonterebbero a 364.198,05 euro, portando il controvalore complessivo a 1.982.856,05 euro.

L’asta Bolaffi 76 esprime quindi una dimensione economica prossima ai 2 milioni di euro in due giornate, considerando i prezzi di aggiudicazione e la commissione ipotizzata. Il valore non rappresenta il fatturato della casa d’aste né il consuntivo effettivo dei pagamenti: è una stima utile a comprendere la portata economica degli scambi, da leggere tenendo distinta l’aggiudicazione al martello dal costo finale per l’acquirente.

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Il peso economico dei lotti e delle collezioni

Il dato sul tasso di venduto non esaurisce la lettura di questa macro-categoria. I 457 lotti e collezioni aggiudicati hanno generato 

676.430 euro al martello, senza commissioni: circa il 41,79% dei 1.618.658 euro realizzati complessivamente nell’asta.

In altri termini, oltre 4 euro ogni 10 aggiudicati nell’intera Bolaffi 76 provengono da questa categoria. 

È un contributo economico rilevante, che conferma l’importanza di analizzare non soltanto i singoli pezzi, ma anche raccolte, insiemi di documenti e materiale proposto in forma aggregata.

Applicando convenzionalmente una commissione del 22,5%, il controvalore dei 457 lotti venduti raggiungerebbe 828.626,75 euro. 

 

N.B: Si tratta di una stima comprensiva della commissione ipotizzata, non del consuntivo effettivo degli importi pagati dagli acquirenti.

Antichi Stati, Regno, Repubblica e collezioni: le differenze sono evidenti

Il venduto complessivo nasconde comportamenti differenti tra le macro-categorie. La classificazione Viae Postae mantiene separati i lotti e le collezioni dai singoli pezzi, così da non confondere mercati potenzialmente diversi.

Macro-categoriaLotti effettiviVendutiInvendutiRitirati% venduto
Antichi Stati Italiani504372131173,81%
Regno d’Italia1295970045,74%
Repubblica Italiana562629146,43%
Lotti e collezioni684457225266,81%
Altra categoria303190112162,71%
Totale1.6761.104567565,87%

Gli Antichi Stati Italiani registrano il tasso di venduto più elevato tra le macro-categorie, con il 73,81%. È un dato che segnala una buona capacità di assorbimento dell’offerta classificata in questo gruppo.

Regno d’Italia e Repubblica Italiana si collocano invece sotto il 50%. Questo non significa automaticamente che i due periodi siano in crisi: per formulare una conclusione servirebbe verificare la qualità dei lotti, le basi proposte e la distribuzione degli invenduti tra le diverse tipologie.

I lotti e le collezioni raggiungono il 66,81%, un risultato vicino alla media generale. Il loro peso nell’asta è considerevole: rappresentano oltre il 40% dei lotti effettivi. È quindi opportuno analizzarli con indicatori propri, perché una collezione strutturata o un insieme di documenti non risponde necessariamente alle stesse logiche di domanda di un singolo francobollo o di una lettera rara.

La voce “Altra categoria” è residuale e comprende materiale eterogeneo ed eccezioni di classificazione. Il relativo dato va letto con cautela e non può essere considerato un segmento autonomo e omogeneo del mercato.


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La Collezione “Nodo di Savoia”: il protagonista nascosto dei grandi realizzi

Tra gli elementi che meritano maggiore attenzione nell’asta Bolaffi 76 c’è la Collezione “Nodo di Savoia”, proposta nella sezione catalografica compresa tra i lotti 240 e 379. L’analisi dei risultati mostra che questa sezione non ha contribuito soltanto con alcuni dei realizzi più spettacolari dell’asta, ma ha registrato nel suo complesso una performance particolarmente significativa.

Dei 140 lotti esaminati, 121 sono stati aggiudicati, con un tasso di venduto dell’86,43%: un risultato nettamente superiore al 65,87% registrato dall’asta nel suo complesso. Le aggiudicazioni della sezione hanno raggiunto 280.500 euro, a fronte di basi complessive per 72.550 euro e di basi relative ai soli lotti venduti per 67.150 euro. Il rialzo ponderato sui lotti aggiudicati è stato pertanto del 317,72%.

La rilevanza della collezione emerge anche dal suo peso economico: i 280.500 euro di aggiudicazioni rappresentano circa il 17,33% del totale dell’asta, pur riferendosi a una sezione di soli 140 lotti su 1.676. È un dato che invita a guardare oltre la singola aggiudicazione record e a considerare la capacità della collezione di generare interesse su un insieme ampio di documenti.

La lettura complessiva suggerisce quindi che la Collezione “Nodo di Savoia” sia stata uno dei principali motori dei risultati di Bolaffi 76. Il suo tasso di venduto, il valore delle aggiudicazioni e la presenza di più realizzi di grande rilievo ne fanno un caso di studio autonomo, da approfondire anche in futuro attraverso confronti con documenti omogenei e risultati di altre aste.


I realizzi eccezionali: quando la base è soltanto il punto di partenza

La percentuale generale non racconta tutto. Alcuni lotti hanno registrato scostamenti particolarmente forti tra base e prezzo di aggiudicazione.

Tra i risultati più significativi individuati da Viae Postae spiccano alcuni documenti di storia postale legati agli annulli francesi nell’area sabauda e nizzarda, oltre a pezzi di grande rarità degli Antichi Stati.

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Lotto 365 — Modane: da 500 a 16.000 euro

La lettera del 1860, con annullo di Francia su affrancatura composta da 5 centesimi e 20 centesimi, è stata aggiudicata a 16.000 euro, partendo da una base di 500 euro.

Il rialzo è stato del 3.100%: uno dei segnali più evidenti della competizione registrata su un documento di questa tipologia.

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Lotto 405 — S. Thibaud de Coux: da 1.000 a 22.000 euro

La lettera del 1860 affrancata con il 20 centesimi della IV emissione è stata aggiudicata a 22.000 euro, contro una base di 1.000 euro.

L’incremento del 2.100% dimostra quanto possano incidere la rarità dell’annullo, l’interesse storico-postale e la qualità del documento.

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Lotto 489 — Nizza Marittima: da 250 a 5.500 euro

La lettera del 1860 con affrancatura francese tricolore, diretta a Napoli, è passata da una base di 250 euro a un’aggiudicazione di 5.500 euro, con un rialzo del 2.100%.

Il risultato ricorda che una base contenuta non è necessariamente indicativa del valore competitivo che il mercato può attribuire a un documento raro e ricercato, seppur qualitativamente non perfetto.

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Lotto 479 — Monaco: da 750 a 16.000 euro

La lettera del 1860 con francobolli francesi da 10 e 20 centesimi, diretta a Genova, è stata aggiudicata a 16.000 euro, con un incremento del 2.033,33% sulla base di 750 euro.

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Lotto 295 — Chambéry: da 4.000 a 68.000 euro

Tra i realizzi di maggior valore assoluto figura la lettera del 1858 con affrancatura mista Sardegna–Francia, diretta a Parigi.

La base di 4.000 euro è stata superata fino a raggiungere 68.000 euro, con un rialzo del 1.600%. È uno dei risultati che più chiaramente mostra la distanza che può aprirsi tra la base di partenza e il prezzo finale quando il documento concentra rarità, interesse storico-postale e domanda competitiva.

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Lotto 488 — Nizza Marittima: da 3.000 a 40.000 euro

La busta del 1860 con affrancatura mista sarda e francese, descritta in catalogo come una delle quattro combinazioni note su documento completo con l’impiego eccezionale di un francobollo sardo dopo il 14 giugno, ha raggiunto 40.000 euro, partendo da 3.000 euro.

Il rialzo è stato del 1.233,33%. Il dato va letto insieme alla specificità del documento: non si tratta di una semplice variazione di prezzo, ma di un risultato legato a una combinazione postale eccezionale.

I grandi realizzi e i rialzi percentuali raccontano storie diverse

È utile distinguere due classifiche.

La prima riguarda il valore assoluto delle aggiudicazioni: il lotto 295, a 68.000 euro, e il lotto 488, a 40.000 euro, sono esempi di documenti che hanno raggiunto importi importanti.

La seconda riguarda il rialzo percentuale rispetto alla base: qui emergono lotti partiti da basi più contenute, come il 365 e il 489, che hanno registrato incrementi superiori al 2.000%.

Le due prospettive non sono intercambiabili. Un lotto può avere un prezzo finale molto elevato ma un rialzo percentuale più contenuto, se la base era già alta. Al contrario, un lotto partito da una base bassa può moltiplicare il proprio valore di partenza senza raggiungere la stessa cifra assoluta.

Per questo motivo Viae Postae considera entrambi gli indicatori, senza ridurre la lettura del mercato a una sola graduatoria.

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Che cosa possiamo concludere dall’asta Bolaffi 76?

I risultati consentono di evidenziare tre elementi.

Il primo è la capacità di assorbimento dell’offerta. Con il 65,87% di venduto, l’asta ha collocato 1.104 lotti su 1.676 effettivi.

Il secondo è il peso economico delle aggiudicazioni.

Un ulteriore elemento emerge dal peso dei lotti e delle collezioni: con 676.430 euro al martello, questa macro-categoria ha rappresentato circa il 41,79% del valore complessivo aggiudicato. È un dato che invita a considerare il mercato filatelico anche nella sua capacità di assorbire raccolte e insiemi documentari, non soltanto singoli pezzi di grande rarità.

I prezzi di martello hanno superato 1,6 milioni di euro e il rialzo ponderato rispetto alle basi dei soli venduti ha raggiunto il 124,61%.

Il terzo è la forte selettività della domanda. Gli Antichi Stati mostrano il tasso di venduto più elevato tra le macro-categorie individuate, mentre Regno e Repubblica si collocano sotto il 50%. I grandi realizzi, inoltre, si concentrano su documenti che presentano caratteristiche specifiche e difficilmente sostituibili.

Una singola asta, anche quando è di grande rilievo, non basta a descrivere l’intero mercato filatelico italiano. I risultati sono influenzati dalla composizione del catalogo, dalla qualità dei pezzi e dalle basi proposte. Per comprendere se queste dinamiche siano episodiche o ricorrenti è necessario confrontarle con altre aste analizzate secondo criteri omogenei.

È proprio questo il ruolo dell’Osservatorio Aste Filateliche Viae Postae: trasformare cataloghi e risultati in dati verificabili, distinguere i prezzi di aggiudicazione dai costi finali e costruire nel tempo una base di confronto utile a collezionisti e operatori.

Il valore di un’asta non si misura soltanto attraverso i suoi record. Si comprende osservando quanti lotti trovano un acquirente, quali basi vengono superate e quali caratteristiche rendono alcuni documenti particolarmente contesi.

È da questa lettura, basata sui risultati e non sulle impressioni, che può nascere una conoscenza più solida del mercato filatelico.


Nota metodologica: i dati si riferiscono ai risultati dell’asta Bolaffi 76 dell’8–9 ottobre 2026, ricostruiti attraverso il database Viae Postae e la fonte ufficiale dei risultati. Il totale degli aggiudicati è espresso al prezzo di martello, senza commissioni. 

La classificazione per macro-categoria è quella del database , ricavato dal catalogo d'asta 76 ; 

“Altra categoria” è una voce residuale e non omogenea .

I rialzi percentuali sono calcolati rispetto alle basi dei singoli lotti venduti.